SCUOLA GENOVESE DI MEDIAZIONE SISTEMICA
SCUOLA GENOVESE DI COUNSELLING SISTEMICO
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METODOLOGIA DELLA SCUOLA GENOVESE DI MEDIAZIONE SISTEMICA

Discussione in gruppo sui concetti di mediazione e di epistemologia e teoria sistemica applicati alla tematica della separazione.

Acquisizione di specifiche capacità di analisi e di intervento tramite simulate, osservazione e commento di videotapes, analisi di casi.

Osservazione dietro lo specchio delle sedute di mediazione e di counselling condotte da un operatore esperto

Partecipazione di esperti di diritto di famiglia (su forme giuridiche della separazione, perizia e consulenza tecnica, il sistema legale) e di mediazione familiare italiani e stranieri.

La Scuola Genovese di Mediazione Sistemica propone tre tipi di intervento:

INTERVENTO DI MEDIAZIONE diretto ai sistemi umani (in particolare coppie in crisi) caratterizzati da alta conflittualità che scelgono o accettano una via di collaborazione, con richiesta volontaria, fuori dai circuiti giudiziari e con segreto professionale.

“INTERVENTO PER IL CAMBIAMENTO” una specifica metodologia della Scuola Genovese che nonostante i vincoli dell'invio coatto del giudice permette ai genitori di riappropriarsi della propria capacità genitoriale e giungere ad un accordo sulla gestione dei figli. Sostituisce la semplice perizia o la diagnosi, e partendo da un invio coatto, attraverso una negoziazione con il sistema opera una trasformazione in un intervento diretto al recupero delle risorse e delle capacità del sistema.

INTERVENTO DI COSTRUZIONE DI CONTESTO diretto a situazioni complesse e ambigue, con profondo disagio e sofferenza senza domanda esplicita di intervento, con forte implicazione di reti professionali e agenzie, e che tende a costruire un contesto che renda possibile l'intervento. Come con famiglie multiproblematiche, di immigranti, scolastico- laborativo ecc.

Secondo la metodologia della Scuola Genovese di Mediazione Sistemica, il tirocinio è organizzato in tre fasi:

La prima fase interna alla scuola prevede che gli allievi possano:

vedere un mediatore esperto che lavora dal vivo e quindi come funziona, come ci si muove, come si attua la professione;

vedere interventi di mediazione dietro lo specchio partecipando alla discussione sulla situazione e alla costruzione dell'intervento dell'ipotesi etc., analisi di video tapes, tapes editing su tematiche specifiche;

sperimentare le competenze acquisite nel contesto protetto della Scuola;


La seconda fase prevede la progettazione del proprio tirocinio esterno come intervento di counselling all'interno di un contesto.

La terza fase riguarda l'esecuzione sotto supervisione del progetto di tirocinio esterno alla scuola, nella rete di Enti del Territorio.